venerdì 14 agosto 2026

“Conspiratio” di Furio Thot

Starete pensando: “Un altro romanzo sulla congiura dei Pazzi?”. Ebbene sì! Al Salone del Libro ne avevo trovati addirittura due ed ero molto curiosa di vedere come due autori diversi avessero affrontato lo stesso avvenimento storico. Dopo Omicidio in Cattedrale di Massimo Gregori Grgić, ecco quindi Conpisratio di Furio Thot.

In questo romanzo è molto più sviluppata la parte propriamente romanzata. La storia collaterale ha infatti come protagonista Jan, un mercante fiammingo che si trasferisce a Firenze e qui incontra la bella e indipendente Francesca della quale si innamora perdutamente. Attorno alla coppia ruotano altri personaggi, come Senda, conosciuta come “la Candela”, prostituta e amica d'infanzia di Jan, e Gabriello Filippeschi, notaio fiorentino, solo per citarne alcuni.

La vicenda personale dei protagonisti non avvince particolarmente il lettore: è una storia carina e godibile, che però ho trovato soprattutto interessante per la possibilità che offre di conoscere meglio l'ambiente fiorentino dell'epoca. Il mercato, le botteghe, la vita del popolo, la vita nei bordelli e tanti altri aspetti della quotidianità vengono raccontati con attenzione e contribuiscono a ricostruire la Firenze del Quattrocento.

Quello che invece attrae davvero il lettore è la storia vera e propria, quella che alla fine è il romanzo della Storia, con la S maiuscola.

Non troviamo soltanto la congiura dei Pazzi e la Firenze dei Medici, ma anche tutto ciò che ruota attorno alle vicende del Ducato di Milano e alle grandi figure politiche dell'epoca. I personaggi della congiura sono perfettamente calati nel loro tempo; incontriamo così papa Sisto IV, Francesco Salviati, il signore di Imola Girolamo Riario, il condottiero Giovanni Batista da Montesecco e naturalmente la famiglia Pazzi.

Grande spazio viene dedicato alle vicende del Ducato di Milano, a partire dall'assassinio del duca Galeazzo Maria Sforza, avvenuto il giorno di Santo Stefano del 1476, fino alla successiva ascesa e conquista del potere da parte di Ludovico il Moro ai danni di Francesco Simonetta segretario e consigliere del nipote Gian Galeazzo Maria Sforza, figlio del duca assassinato.

E poi ancora Federico da Montefeltro, con la sua duplice natura di letterato e uomo d'arme, e la descrizione del Ducato di Urbino. Ogni situazione viene raccontata con grande attenzione, così come i personaggi delle corti che ruotano intorno ai potenti dell'epoca.

Ne emerge un affresco molto dettagliato di un periodo storico tanto cruento quanto ricco di splendori, di arte, cultura e filosofia. È proprio questo, a mio avviso, uno degli aspetti più interessanti del romanzo: la capacità di inserire la vicenda della congiura all'interno di un quadro storico molto più ampio, mostrando quanto gli avvenimenti di Firenze fossero intrecciati alle vicende politiche degli altri grandi Stati italiani.

Un romanzo davvero interessante.

Sarebbe difficile per me dirvi quale dei due volumi ho preferito. Il primo, Omicidio in Cattedrale, è maggiormente legato alla storia dei Medici e a Firenze, pur non rinunciando a uno sguardo oltre i confini fiorentini quel tanto che basta per inquadrare e comprendere meglio le vicende della città. Conpisratio, invece, ha un respiro decisamente più ampio e allarga lo sguardo all'intera situazione politica dell'Italia del Quattrocento.

La congiura dei Pazzi diventa il punto di partenza per entrare nelle corti, nelle città e nelle trame politiche dell'Italia del Quattrocento, in un intreccio di ambizioni, tradimenti, guerre e giochi di potere.

Una lettura che consiglio soprattutto a chi, oltre alla storia, ama immergersi nell'atmosfera di un'epoca e scoprire come vivevano, pensavano e combattevano gli uomini e le donne che ne furono protagonisti.

E alla fine, proprio come è successo a me, vi ritroverete a chiedervi: quale dei due romanzi sulla congiura dei Pazzi ho preferito? La risposta non è così semplice… perché, pur raccontando lo stesso episodio, Omicidio in Cattedrale e Conpisratio lo fanno con due approcci molto diversi.

Ed è forse proprio questo il bello dei romanzi storici: la Storia è una sola, ma le storie che possiamo costruirle intorno sono infinite, purché rimangano saldamente ancorate alla verità storica.




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