Starete pensando: “Un altro romanzo sulla
congiura dei Pazzi?”. Ebbene sì! Al Salone del Libro ne avevo trovati
addirittura due ed ero molto curiosa di vedere come due autori diversi avessero
affrontato lo stesso avvenimento storico. Dopo Omicidio in Cattedrale di Massimo Gregori
Grgić, ecco quindi Conpisratio
di Furio Thot.
In questo romanzo è molto più sviluppata la
parte propriamente romanzata. La storia
collaterale ha infatti come protagonista Jan, un mercante fiammingo che si
trasferisce a Firenze e qui incontra la bella e indipendente Francesca della quale si innamora perdutamente. Attorno alla coppia ruotano altri
personaggi, come Senda, conosciuta come “la Candela”, prostituta e amica
d'infanzia di Jan, e Gabriello Filippeschi, notaio fiorentino, solo per citarne
alcuni.
La vicenda personale dei protagonisti non
avvince particolarmente il lettore: è una storia carina e godibile, che però ho
trovato soprattutto interessante per la possibilità che offre di conoscere meglio l'ambiente fiorentino dell'epoca. Il
mercato, le botteghe, la vita del popolo, la vita nei bordelli e tanti altri
aspetti della quotidianità vengono raccontati con attenzione e contribuiscono a
ricostruire la Firenze del Quattrocento.
Quello
che invece attrae davvero il lettore è la storia vera e propria, quella che
alla fine è il romanzo della Storia, con la S maiuscola.
Non troviamo soltanto la congiura dei Pazzi e la Firenze dei Medici, ma anche tutto ciò che
ruota attorno alle vicende del Ducato di Milano e alle grandi figure politiche
dell'epoca. I personaggi della congiura sono perfettamente calati nel loro
tempo; incontriamo così papa Sisto IV, Francesco Salviati, il signore di Imola
Girolamo Riario, il condottiero Giovanni Batista da Montesecco e naturalmente la
famiglia Pazzi.
Grande spazio viene dedicato alle vicende del
Ducato di Milano, a partire dall'assassinio del duca Galeazzo Maria Sforza,
avvenuto il giorno di Santo Stefano del 1476, fino alla successiva ascesa e
conquista del potere da parte di Ludovico
il Moro ai danni di Francesco Simonetta segretario e consigliere del nipote
Gian Galeazzo Maria Sforza, figlio del duca assassinato.
E poi ancora Federico da Montefeltro, con la sua duplice natura di letterato e
uomo d'arme, e la descrizione del Ducato di Urbino. Ogni situazione viene
raccontata con grande attenzione, così come i personaggi delle corti che
ruotano intorno ai potenti dell'epoca.
Ne emerge un affresco molto dettagliato di un periodo storico tanto cruento
quanto ricco di splendori, di arte, cultura e filosofia. È proprio questo,
a mio avviso, uno degli aspetti più interessanti del romanzo: la capacità di
inserire la vicenda della congiura all'interno di un quadro storico molto più
ampio, mostrando quanto gli avvenimenti
di Firenze fossero intrecciati alle vicende politiche degli altri grandi Stati
italiani.
Un romanzo davvero interessante.
Sarebbe
difficile per me dirvi quale dei due volumi ho preferito. Il primo, Omicidio
in Cattedrale, è maggiormente legato alla storia dei Medici e a Firenze,
pur non rinunciando a uno sguardo oltre i confini fiorentini quel tanto che
basta per inquadrare e comprendere meglio le vicende della città. Conpisratio,
invece, ha un respiro decisamente più ampio e allarga lo sguardo all'intera
situazione politica dell'Italia del Quattrocento.
La
congiura dei Pazzi diventa il punto di partenza per entrare nelle corti, nelle
città e nelle trame politiche dell'Italia del Quattrocento, in un intreccio di
ambizioni, tradimenti, guerre e giochi di potere.
Una lettura che consiglio soprattutto a chi,
oltre alla storia, ama immergersi nell'atmosfera di un'epoca e scoprire come
vivevano, pensavano e combattevano gli uomini e le donne che ne furono
protagonisti.
E
alla fine, proprio come è successo a me, vi ritroverete a chiedervi: quale dei
due romanzi sulla congiura dei Pazzi ho preferito? La risposta non è così
semplice… perché, pur raccontando lo stesso episodio, Omicidio in Cattedrale e Conpisratio lo fanno con
due approcci molto diversi.
Ed
è forse proprio questo il bello dei romanzi storici: la Storia è una sola, ma le storie che possiamo costruirle intorno sono
infinite, purché rimangano saldamente ancorate alla verità storica.




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