sabato 25 luglio 2026

“Omicidio in cattedrale” di Massimo Gregori Grgić

Un giallo che racconta una delle pagine più celebri e drammatiche della storia del Rinascimento italiano: la congiura dei Pazzi.

Il 26 aprile 1478, durante la messa nel Duomo di Firenze, Giuliano de' Medici viene assassinato, mentre il fratello Lorenzo il Magnifico riesce a salvarsi trovando rifugio in sacrestia. Dietro il complotto si muovono figure di primo piano come papa Sisto IV e il nipote di questi Girolamo Riario; sulla scena agiscono invece i membri della famiglia Pazzi, storici rivali dei Medici, e l'arcivescovo di Pisa Francesco Salviati. 

Più che un semplice romanzo storico, Omicidio in cattedrale rappresenta un'eccellente porta d'accesso a questi eventi per chi preferisce la narrazione alla saggistica. Pur restando un'opera di finzione, il libro si distingue per il grande rispetto delle fonti e per la volontà di non alterare gli avvenimenti storici. Da questo punto di vista, il punto di riferimento rimane La congiura di Franco Cardini e Barbara Frale, probabilmente il saggio più autorevole sull'argomento; tuttavia il romanzo riesce a coniugare rigore e coinvolgimento, trasformando la ricostruzione storica in una lettura appassionante.

L'autore dimostra una notevole attenzione alla contestualizzazione dei personaggi realmente esistiti, restituendone con efficacia motivazioni, caratteri e rapporti di forza. Le poche figure inventate servono soprattutto a legare gli eventi e a rendere più fluida la narrazione, senza modificare il corso della storia né sottrarre spazio ai protagonisti reali. Il lettore finisce così per lasciarsi coinvolgere non tanto dagli elementi romanzati, quanto dalla straordinaria forza narrativa della vicenda storica stessa.

La ricostruzione non si limita al solo attentato del 26 aprile 1478. Il racconto prende infatti avvio con un altro celebre assassinio politico del Rinascimento, quello di Galeazzo Maria Sforza, duca di Milano, avvenuto il 26 dicembre 1476, episodio che contribuisce a delineare il clima politico dell'epoca. Da qui la narrazione segue passo dopo passo la preparazione della congiura, il suo drammatico svolgimento all'interno della cattedrale e la feroce repressione che ne seguì, mostrando quanto profonde furono le conseguenze di quel fallito colpo di Stato.

Inseriti nella trama troviamo anche numerosi documenti e reperti d'archivio, tra cui la celebre missiva inviata da Lorenzo de' Medici ai duchi di Milano per chiedere aiuto dopo l'uccisione del fratello. Materiali che impreziosiscono il libro e consentono al lettore di confrontare direttamente la narrazione con le testimonianze dell'epoca.

Particolarmente apprezzabile è poi l'apparato finale del volume. Oltre a una ricca bibliografia, il lettore trova documenti di grande interesse, come la traduzione della dichiarazione integrale del congiurato Giovan Battista da Montesecco.

Omicidio in cattedrale è quindi una lettura consigliata sia agli appassionati di romanzi storici sia a chi desidera avvicinarsi a uno degli episodi più affascinanti della storia italiana senza affrontare immediatamente un saggio specialistico.

Un'opera che dimostra come il romanzo storico, quando è costruito su solide basi documentarie, possa essere non solo avvincente, ma anche un efficace strumento di divulgazione, capace di far rivivere il Rinascimento con tutta la sua grandezza, le sue ambizioni e le sue tragedie.





mercoledì 22 luglio 2026

“Il primo Sabbat. Convergenza astrale” di Antonietta A. Conte

Dopo Il primo Sabbat e La lucedietro lo specchio, la trilogia giunge al suo capitolo conclusivo con un volume che porta la storia verso la resa dei conti finale, ma soprattutto verso la piena maturazione dei suoi protagonisti.

Ritroviamo Maya in una situazione profondamente diversa rispetto all’inizio del suo viaggio. La giovane strega del fuoco si trova in un luogo oscuro, segnata dalle perdite subite e privata di quelle persone che per lungo tempo hanno rappresentato il suo punto di riferimento. La sofferenza, il senso di smarrimento e la solitudine sembrano avere preso il sopravvento, costringendola a confrontarsi con le proprie paure più profonde e con una parte di sé che ancora fatica ad accettare.

Anche il percorso di Selene e Cloe è segnato dalle conseguenze degli eventi precedenti. Selene si ritrova in una realtà parallela, confusa e disorientata, vittima di manipolazioni che la portano a mettere in dubbio ciò che conosce e ciò in cui crede. Cloe, rimasta nel suo mondo, deve invece fare i conti con il dolore delle perdite subite e con il peso di una battaglia che ha lasciato ferite difficili da rimarginare.

Ancora una volta, però, il legame tra le tre protagoniste rappresenta il vero centro della narrazione. Maya, Cloe e Selene non sono semplicemente tre ragazze dotate di poteri straordinari: sono una famiglia costruita attraverso la scelta, la fiducia e la capacità di restare unite anche quando tutto sembra crollare. Ed è proprio questo uno degli aspetti più significativi dell’intera trilogia: l’idea che i legami più importanti non siano necessariamente quelli dettati dal sangue, ma quelli che nascono dall’amore, dalla protezione e dalla presenza reciproca.

In questo ultimo capitolo l’autrice porta ancora più in primo piano il tema dell’inclusività, già presente nei volumi precedenti. Le diverse creature che popolano questo universo (streghe, vampiri, licantropi, demoni e stregoni) non vengono raccontate soltanto come fazioni diverse, ma come individui con fragilità, desideri e conflitti personali. La diversità diventa così un elemento di ricchezza e non un motivo di separazione, sottolineando come l’identità di una persona non possa essere definita soltanto dalla sua origine o dalla sua natura.

La trama è ricca di colpi di scena e di rivelazioni capaci di sorprendere il lettore. Alcuni risvolti sono difficili da prevedere e le scelte compiute dai protagonisti riescono, in più di un’occasione, a spiazzare non soltanto gli altri personaggi, ma anche chi sta leggendo. Il ritmo rimane coinvolgente, alternando momenti più introspettivi a scene cariche di tensione.

Tra gli elementi più affascinanti del romanzo troviamo sicuramente il regno Phersipnai, l’etrusca Persefone. Le pagine dedicate a questo luogo hanno un’atmosfera particolare, sospesa tra mito e magia, e rappresentano uno dei momenti più suggestivi dell’intera saga. La presenza di questo mondo permette all’autrice di arricchire ulteriormente la propria mitologia narrativa, inserendo elementi legati al fascino dell’antichità e al tema del confine tra vita, morte e rinascita.

Come già nei precedenti volumi, anche questo capitolo mantiene quel dialogo con la letteratura fantasy e paranormale contemporanea. Si possono ritrovare alcuni richiami agli immaginari del genere, ma la storia conserva una propria identità grazie soprattutto all’importanza attribuita ai sentimenti, alle relazioni e alla crescita personale dei protagonisti.

Se il primo libro aveva il compito di introdurre un mondo nuovo e il secondo di ampliarne confini e conflitti, questo capitolo finale raccoglie ogni elemento della saga e lo porta verso la sua naturale conclusione.

La storia di Maya, Cloe e Selene si chiude lasciando il lettore con il senso di un viaggio compiuto: un percorso fatto di magia, creature soprannaturali, battaglie e misteri, ma soprattutto di amicizia, amore e famiglia.

Un finale che conclude una saga costruita sulla scoperta di sé, sulla forza dell’unione e sulla possibilità di rinascere anche dopo le perdite più dolorose.

 



domenica 12 luglio 2026

“Il primo Sabbat. La Luce dietro lo specchio” di Antonietta A. Conte

Dopo gli eventi narrati ne Il primo Sabbat, la trilogia prosegue con La luce dietro lo specchio, un secondo volume che abbandona gradualmente la fase introduttiva per entrare nel vivo della storia, approfondendo i personaggi e ampliando ulteriormente l'universo narrativo.

Al centro del romanzo ritroviamo Maya, la giovane strega del fuoco, costretta a fare i conti con la propria nuova natura e con un'identità che appare sempre più difficile da conciliare. Se nel primo libro la scoperta dei suoi poteri rappresentava l'inizio di un percorso, qui il vero ostacolo diventa accettare ciò che è diventata e trovare un equilibrio tra due mondi che sembrano inconciliabili.

Maya si ritrova infatti divisa tra la famiglia umana che l'ha cresciuta con amore e quella vampira alla quale appartiene per nascita. Un conflitto che non riguarda soltanto la sua natura soprannaturale, ma anche la sfera più intima dei sentimenti. Il peso del tradimento subito dall'uomo che ama, la paura di mettere in pericolo le persone a cui vuole bene e il difficile rapporto con il padre, il Signore di Rocca Aita, che l'ha abbandonata appena nata, rendono il suo percorso ancora più complesso. Il desiderio di comprendere le ragioni del passato si scontra continuamente con una ferita che sembra impossibile da rimarginare.

Accanto alla protagonista fanno il loro ingresso numerosi nuovi personaggi, mentre quelli già conosciuti acquistano maggiore profondità. La trama si arricchisce di nuove alleanze, rivalità e segreti, assumendo una struttura più articolata rispetto al volume precedente. Le diverse specie che popolano questo universo, streghe, vampiri, licantropi demoni e stregoni, non rappresentano soltanto fazioni contrapposte, ma diventano il mezzo attraverso cui l'autrice riflette sul significato dell'appartenenza, dell'accettazione e dei legami familiari.

Uno degli aspetti più interessanti del romanzo è proprio il valore attribuito alla famiglia, intesa non solo come vincolo di sangue, ma anche come scelta e responsabilità reciproca. I rapporti tra i personaggi si rivelano infatti il vero cuore della narrazione: amicizie, amori, tradimenti e riconciliazioni si intrecciano continuamente, dimostrando come, al di là della specie di appartenenza, siano i sentimenti a guidare le scelte dei protagonisti. Che si tratti di vampiri, streghe o licantropi, i legami raccontati appaiono istintivi, profondi e viscerali. A volte basta un gesto, un silenzio o una parola non detta perché ogni equilibrio costruito con fatica rischi di sgretolarsi.

Anche in questo secondo capitolo non mancano i colpi di scena. Molte verità rimaste nell'ombra iniziano finalmente a emergere, mentre nuovi interrogativi si affacciano, mantenendo costante la curiosità del lettore. La narrazione conserva un ritmo scorrevole e coinvolgente, alternando momenti di introspezione a scene più dinamiche, senza perdere mai di vista il percorso di crescita dei protagonisti.

La luce dietro lo specchio rappresenta quindi un naturale punto di svolta all'interno della trilogia. Se il primo volume aveva il compito di introdurre personaggi e ambientazione, questo secondo capitolo consolida l'intera costruzione narrativa, amplia la mitologia del mondo creato dall'autrice e prepara il terreno per quello che si preannuncia come lo scontro decisivo.

Il finale lascia infatti aperte numerose questioni e alimenta la curiosità verso l'ultimo capitolo della saga. A questo punto non resta che proseguire con il terzo volume, per scoprire come tutti i fili della storia arriveranno finalmente a intrecciarsi nella resa dei conti conclusiva.