lunedì 1 febbraio 2021

“Il mistero della pittrice ribelle” di Chiara Montani

Il romanzo è ambientato nella Firenze di Cosimo de’ Medici, la culla del Rinascimento.

Io narrante della storia è Lavinia, la nipote di Domenico da Venezia, un pittore che negli ultimi tempi non sembra più incontrare il favore dei mecenati e fatica a trovare commesse all’altezza della sua arte.

Piero della Francesca, uno dei più abili artisti dell’epoca, amico e discepolo di Domenico è impegnato nell’Urbe presso il cardinale Bessarione.

Da anni egli è lontano da Firenze dove ha giurato non sarebbe mai più tornato.

Nonostante questo, non esita a contravvenire al suo giuramento appena giunge a conoscenza che su Domenico incombe un grave pericolo di cui però ignora l’origine.

Giunto a Firenze Piero scopre che il suo amico è accusato di essere coinvolto nell’omicidio del banchiere Peruzzi. Domenico è innocente, ma qualcuno vuole incastrarlo.

Risulta chiaro fin da subito che chiunque sia l’autore del complotto ha tutte le intenzioni di coinvolgere anche Piero nelle sue macchinazioni.

Riaffiora così il ricordo di alcune dolorose vicende occorse sedici anni prima.

Piero e Domenico speravano di essersi lasciati tutto alle spalle, ma qualcuno non ha mai dimenticato ed è più che mai risoluto a vendicarsi.

Lo splendore della Firenze nel suo periodo d’oro prende vita dinnanzi ai nostri occhi grazie alle pagine del libro di Chiara Montani; riusciamo ad ascoltarne i suoni e sentirne gli odori, assistiamo alla nascita dei capolavori della sua arte, entriamo nelle botteghe dei grandi maestri come Paolo Uccello, ci aggiriamo per le strade e tra i tavoli delle taverne, possiamo persino vedere con i nostri occhi i pittori mescolare i colori e stenderli sulle tele.

Gli attori che si muovono in questo splendido affresco rinascimentale ricreato magistralmente dalla penna dell'autrice sono descritti e caratterizzati in maniera minuziosa sia fisicamente che psicologicamente.

Il personaggio di Lavinia, al contrario di quello di Piero della Francesca, è un personaggio di pura finzione letteraria.

La nipote di Domenico è una ragazza forte, determinata, curiosa che non si lascia intimorire facilmente e che non intende rinunciare ai propri sogni.

Timida e impacciata all’inizio, acquista ogni giorno sempre più sicurezza nelle proprie capacità.

“Il mistero della pittrice ribelle” è sotto questo aspetto anche un romanzo di formazione; Lavinia cresce e diviene donna nel corso della storia.

È soprattutto l’arte a operare il miracolo in lei, a darle la spinta necessaria e ad aprirle le porte del paradiso. Attratta dall’odore della colla, dai pennelli e dai pigmenti, Lavinia comprende che la sua vita merita di essere vissuta pienamente e che non è giusto accettare di essere relegata in un ruolo secondario come previsto per le donne della sua epoca a cui obbedienza e modestia sono le uniche due virtù richieste

Piero della Francesca è un personaggio misterioso, sappiamo che era un seguace delle dottrine neoplatoniche e l’interpretazione delle sue opere lascia ancora oggi i critici disorientati e confusi.

Il personaggio del libro è un uomo solitario, che ama i suoi spazi, dal cervello finissimo e dalla lingua tagliente. Ermetico, affascinante e geniale.

Difficile non innamorarsi della sua figura così come di quella di Lavinia per cui l’idea dell’autrice di un possibile seguito che li vedrebbe protagonisti di una nuova avventura, non può che essere accolta favorevolmente dal lettore.

“Il mistero della pittrice ribelle” è un thriller molto ben congeniato, la tensione è sempre molto alta e i colpi di scena non mancano mai fino ad arrivare allo straordinario atto finale davvero inaspettato.

La storia raccontata è di pura fantasia, ma l’ambientazione è senza dubbio ben documentata e descritta minuziosamente in ogni suo particolare (abiti, personaggi, luoghi).

Se amate il Rinascimento e Firenze, non potrete che apprezzare questo libro che, come una vera macchina del tempo, riporta indietro il lettore permettendogli di respirare in prima persona il clima dell'epoca.





2 commenti:

  1. Quando ho letto il titolo, ho pensato a qualcosa di simile ad Arte... naturalmente la mia associazione mentale era completamente sbagliata.

    Le dottrine neoplatoniche... quali ricordi riaffiorano alla mia memoria.

    Ammetto che il romanzo mi incuriosisce, anche se non sono mai stata un'appassionata di storie ambientate nel rinascimento.

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    1. Ti confesso che anch'io nello scegliere questo libro avevo pensato ad Arte ovviamente smentito ma non totalmente perché la descrizione delle botteghe del tempo c'è tutta.

      Nella recensione non ho potuto purtroppo addentrarmi nello specifico su quanto le dottrine neoplatoniche permeino la storia per non rovinare la suspense ad un possibile lettore.

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