domenica 1 novembre 2026

“Il fantasma di Venezia” di Matteo Strukul

Siamo giunti al capitolo conclusivo della trilogia. Matteo Strukul torna nella Venezia del Seicento per portare a compimento ciò che era rimasto in sospeso.

Una serie di morti misteriose sembra ricondurre alla mano dell'Invelenada, che, contro ogni aspettativa, pare essere sfuggita alla morte per la seconda volta, nonostante le ferite apparentemente fatali riportate al termine del volume precedente. La donna è tornata con un obiettivo ben preciso: vendicarsi di tutti coloro che, negli ultimi dodici anni, hanno ostacolato i suoi piani.

La sua sete di vendetta dà il via a una vicenda intricata, che non risparmia sorprese e costringe il lettore anche a fare i conti con alcune perdite dolorose. Diversi personaggi ai quali ci eravamo affezionati nel corso dei romanzi precedenti sono destinati a uscire di scena, lasciando un segno in una storia che non ha mai fatto sconti ai suoi protagonisti.

A fare da sfondo è la terribile peste del 1630, che devasta Venezia e ne trasforma profondamente il volto. Il lazzaretto, i tentativi di purificare l'aria e gli scontri tra le diverse correnti di pensiero della medicina dell'epoca arricchiscono la narrazione, intrecciandosi con amori, passioni travolgenti e desideri di vendetta, veri motori della vicenda.

Uno degli aspetti più interessanti di questo capitolo conclusivo è l'evoluzione dei personaggi. Non sono più soltanto il riflesso di ciò che hanno vissuto in gioventù, ma il risultato delle esperienze, dei tradimenti e delle sofferenze che li hanno accompagnati nel corso della trilogia. Sono cambiati, maturati e diventati più consapevoli, ma anche più complessi e imprevedibili.

È il caso della pittrice Chiara Varotari, ormai pronta a tutto pur di salvare se stessa e il suo amato El Caigo. Lei stessa sembra quasi stupirsi della donna che è diventata. In una città come Venezia, dove arte, bellezza e raffinatezza convivono con intrighi e violenze, non sono necessariamente i migliori o i più meritevoli a sopravvivere, ma coloro che sanno adattarsi. E, in un mondo tanto spietato, la qualità più preziosa sembra essere proprio la capacità di non avere pietà.

Venezia è ancora una volta la vera protagonista del romanzo: culla di arte, seduzione e piacere, città di straordinaria bellezza, ma anche madre feroce e crudele, capace di trascinare i propri figli nelle situazioni più terribili e impensabili. Dietro il fascino delle calli e dei palazzi si nasconde un universo di ambizione, violenza e lotte per la sopravvivenza, dove anche la vanità può trasformarsi in una pericolosa ossessione.

Strukul recupera le atmosfere del feuilleton e accompagna il lettore in una Venezia suggestiva e decadente, tra intrighi, colpi di scena e un ritmo narrativo incalzante. L'ingresso di nuovi personaggi arricchisce ulteriormente la vicenda, mentre tra le figure più oscure spicca ancora una volta l'Invelenada, il cui fascino ambiguo esercita un magnetismo difficile da ignorare. Le sue azioni suscitano riprovazione, ma il suo carisma finisce inevitabilmente per catturare l'attenzione del lettore.

Con questo ultimo capitolo, Matteo Strukul conclude una trilogia di passioni, vendette e intrighi, accompagnando i suoi personaggi fino all'ultimo atto della loro storia. Una conclusione che ci riporta nel cuore di una Venezia tanto seducente quanto spietata, dove la bellezza non è mai sinonimo di innocenza e dove, per sopravvivere, bisogna talvolta imparare a diventare ciò che non si sarebbe mai immaginato.

 

Di seguito i link dei precedenti romanzi:

La congiura delle vipere

La vendetta dei leoni di Venezia


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