domenica 15 ottobre 2023

“Quando le stelle torneranno a prenderci” di Valentina Aldeghi

Emerenziana porta il nome della protagonista di una delle leggende di Toblach, ma nonostante un nome tanto particolare Emmi, come la chiamano tutti, ignora completamente la storia di quella terra, il Sudtirolo.

A raccontare la leggenda di Emerenziana ad Angela, la mamma di Emmi, era stata la loro vicina di casa Irmgard. La leggenda aveva affascinato talmente Angela da indurla a chiamare la figlia come la principessa della fiaba.

Il legame di Emmi ed Irmgard è un legame davvero speciale; I’anziana donna è a tutti a tutti gli effetti per Emmi una nonna, alle sue cure infatti la madre l’ha sempre affidata fin da piccola quando andava al lavoro o aveva qualche impegno fuori casa.

Sarà una vacanza, all’apparenza banale e spensierata, che Emmi farà a Innichen con le amiche a sconvolgere completamente le loro vite.

Irmgard comprenderà che è arrivato il momento per lei di fare i conti con quel passato che, ora più che mai, bussa prepotente alla sua porta per essere raccontato.

Il Sudtirolo ha letteralmente travolto Emmi che, una volta tornata, si accorge di non riuscire a dimenticare Konrad, il bel tenebroso che ha fatto breccia nel suo cuore e di cui al momento ignora persino il nome. Inoltre quella terra, fino a poco tempo a lei completamente sconosciuta, sembra essere diventata per Emmi il centro dei suoi pensieri, vorrebbe comprenderne la storia, conoscere le sue leggende e afferrare il carattere della sua gente.

Il libro di Valentina Aldeghi è un racconto emozionante. Una storia d’amore tra due giovani protagonisti, Emmi e Konrad, che non può non appassionare il lettore. Entrambi insicuri e sensibili, così diversi eppure così simili. Emmi, nonostante le ferite infertele dalla vita, accetta di rischiare fin da subito il proprio cuore. Konrad, al contrario, fa fatica a lasciarsi andare, ma allo stesso tempo non riesce a restarle lontano.

Invero, la storia d’amore è anche un pretesto per raccontare la storia del Sudtirolo, una storia fatta di sofferenza, di tradimenti e di contraddizioni. Una storia che spesso il turista, che tanto dice di amare questa terra, ignora e non è neppure interessato ad approfondire.

L’autrice però non è una turista qualunque. Valentina Aldeghi, come Emmi, ha riconosciuto in Innichen la sua Heimat. Non esiste una parola italiana che possa tradurre questo termine: casa o patria non rendono la vera essenza di questa parola. Heimat è quel luogo del cuore che senti essere casa tua, un luogo a cui senti di appartenere anche se non ci sei nato. Lo scrittore Fabio Genovesi sostiene che essere nato nella propria casa, come è accaduto a lui con la Toscana, è una fortuna, ma casa è per ciascuno di noi ogni qualsivoglia luogo nel mondo a cui si senta di appartenere davvero.

Emmi si chiede se meriterà mai di appartenere a Innichen, se gli abitanti un giorno la accetteranno. È sempre difficile farsi accettare, se la propria Heimat non è il luogo dove si è nati. Si finisce sempre per sentirsi un po’ dei traditori verso il luogo di nascita e degli intrusi laddove invece vorremmo essere di casa. Ma forse ha ragione Konrad, o almeno mi piace pensarlo, quando dice che i luoghi appartengono a chi li ama e non a chi li abita.

La storia del Sudtirolo è una storia che merita di essere conosciuta. Dimentichiamo troppo spesso che la stessa Italia è una nazione giovane. Se pensiamo che ancora oggi sopravvivono campanilismi all’interno di una stessa regione e fazioni all’interno di una stessa città, dovremmo comprendere quando più possa essere ancora dolorosa la situazione in una terra in cui vicende tanto laceranti risalgono ad un passato così recente.

“Quando le stelle torneranno a prenderci” è un romanzo davvero particolate in grado di affascinare il lettore con le sue magiche atmosfere che fanno da sfondo a due storie d’amore che si rincorrono e si alternano per tutta la narrazione, quella di Irmgarg e Alois e quella di Emmi e Konrad, entrambe a modo loro intense e struggenti.

Al pari dei personaggi sono però altrettanto protagoniste del romanzo la Storia e l’importanza della salvaguardia delle tradizioni e dell’identità di un popolo.

A chi consiglierei questo libro? A chi ama le storie d’amore, a chi ama il Sudtirolo, a chi ama la storia in generale, a chi crede nel destino… insomma a tutti coloro in cerca di una bella storia e che abbiamo voglia di tornare a sognare.



martedì 10 ottobre 2023

“La figlia più amata” di Carla Maria Russo

I duchi passano. Firenze resta. Il romanzo di Carla Maria Russo si apre con il racconto di un incontro segreto. In una piccola stanza ricavata nelle segrete della Torre Volognana due personaggi stringono un patto di ferro. L’uno è un giovane freddo e razionale, l’altro un uomo potente e vigoroso sebbene non più nel fiore dell’età. È l’uomo anziano che ha scelto di legarsi alla causa del giovane.

Cosimo I de’ Medici, uomo potente e autoritario, figlio di Giovanni dalle Bande Nere e nipote di Caterina Sforza, domina Firenze con il pugno di ferro, nessuno osa contraddire l’orgoglioso e dispotico duca, eppure anch’egli ha le sue debolezze: la moglie Eleonora di Toledo, che ama profondamente, e le sue figlie, in particolare Bia e Isabella. Ebbene sì, contrariamente ad ogni logica di potere, Cosimo non cerca neppure di mascherare la sua preferenza per le figlie femmine e questo suo sentire fuori dal comune non fa che alimentare rancori e gelosie tra i suoi eredi.

Dopo la morte di Bia, la bimba avuta prima del matrimonio, Cosimo sembra non riuscire a riprendersi dalla grave perdita. Quando Eleonora gli annuncia di aspettare un altro figlio, egli le fa promettere che sarà una bambina. Isabella non sostituirà mai Bia nel cuore di Cosimo, ma diventerà per lui altrettanto preziosa. Purtroppo per Isabella, però, il troppo amore di Cosimo si rivelerà per lei anche una terribile condanna.

Il romanzo è un’opera di fantasia, ma si comprende che l’autrice ha svolto ampie ricerche per scrivere questa storia. Infatti, per quanto i fatti vengano reinterpretati e romanzati liberamente, essi conservano una solida base di verità storica e una verosimile rispondenza allo svolgersi dei fatti.

La storia di Cosimo I de’ Medici e della sua numerosa famiglia sì presta perfettamente ad essere trasformata in un romanzo. Tanti eventi furono oggetto di illazioni, chiacchiere, maldicenze già all’epoca in cui tali fatti avvennero. Non entro ovviamente nello specifico per non spoilerare e rovinare così l’effetto sorpresa al lettore digiuno di storia medicea per il quale certi avvenimenti storici risulteranno certamente sconosciuti.

Carla Maria Russo ha la straordinaria capacità di saper riportare in vita i personaggi del passato, farli interagire e dialogare tra di loro, ricreare la perfetta atmosfera dei luoghi attraverso i quali farli agire e muovere.

La narrazione si volge su tre piani: quello legato al complotto e alle lettere che si scambiano i due personaggi che hanno stretto il patto segreto, alcuni frammenti di racconto estrapolati da ciò che si è salvato di un diario scritto da Isabella de’ Medici e giunto nella mani del figlio Virginio e infine il racconto vero e proprio, quello in cui si narra la storia di Cosimo I e della sua famiglia.

Uno degli aspetti più singolari della famiglia di Cosimo I de’ Medici fu che nonostante l’amore fuori dal comune che legò questi alla moglie e alla figlie, nonostante alcuni particolari comportamenti che, almeno  all’apparenza, avrebbero dovuto cementare lo spirito familiare, come il desiderio del capofamiglia di riunirsi ogni giorno per pranzare tutti insieme, in verità, mai nucleo familiare fu più disunito e mai dei congiunti svilupparono tanta ostilità gli uni nei confronti degli altri come i figli del primo Granduca di Toscana.

Ogni personaggio è caratterizzato in maniera magistrale dalla penna di Carla Maria Russo sia sotto il profilo fisico che sotto il profilo psicologico.

La debolezza di Cosimo nei confronti delle sue donne e la sua intransigenza quando si trattava di imporre la propria volontà senza guardare in faccia nessuno, la rigidità della duchessa Eleonora che si scioglieva al cospetto del marito, i sogni di Maria per sfuggire alla realtà, le pene di Lucrezia per il suo sentirsi perennemente inadeguata, la follia di Pietro, la fredda intelligenza di Ferdinando e l’incontrollata smania di esercitare il potere di Francesco, sono solo alcuni dei molteplici aspetti che caratterizzano i numerosi personaggi che animano le pagine del romanzo.

E poi c’è lei, Isabella de’ Medici, viziata e ribella. Una bambina a cui la madre non si riesce e il padre non vuole mettere un freno, che si comporta come un maschiaccio, che adora cavalcare e andare a caccia ma che, una volta divenuta adulta, si trasforma in una splendida donna colta e raffinata, appassionata di poesia e di musica, il fiore della Corte di Cosimo I de’ Medici, colei a cui tutti guardano come alla vera duchessa di Firenze.

Una trama affascinante, personaggi seducenti e un ritmo narrativo estremamente scorrevole rendono la lettura di questo libro davvero piacevole. Carla Maria Russo si conferma ancora una volta un’ottima autrice di romanzi storici.