venerdì 26 giugno 2026

“Meretricula” di Roberta Savelli

Meretricula, piccola meretrice: così rimane impressa, per molti, la figura di Francesca Ordeaschi, signora di Villa Chigi, compagna e poi moglie di Agostino Chigi, il più ricco banchiere d’Europa, uomo potentissimo e vicino ai grandi della sua epoca, tra cui papa Leone X.

Il romanzo ricostruisce la vicenda di una donna capace di conquistare il cuore di un uomo influente e carismatico, al punto da fargli mettere in discussione equilibri familiari e sociali consolidati. Il legame con Francesca diventa infatti una frattura profonda nei rapporti con la sua famiglia, in particolare con il fratello Sigismondo, che non accetterà mai quella relazione, giudicandola scandalosa e inappropriata.

La storia prende avvio a Venezia, dove Francesca è ancora una bambina cresciuta nella povertà. È proprio in questo contesto difficile che la madre, spinta dalla miseria, la avvia alla prostituzione, segnandone precocemente il destino. Tuttavia, il corso della sua vita cambia radicalmente quando incontra l’amore: un incontro che si rivela decisivo e che la porterà lontano da Venezia, fino a Roma, accanto ad Agostino Chigi. Qui Francesca diventa la donna più invidiata e ammirata della città, immersa nello splendore e nelle contraddizioni del potere rinascimentale.

Nel romanzo, Francesca racconta la propria vita in prima persona. Attraverso la sua voce emergono il passato doloroso, le paure mai sopite, e un amore assoluto e totalizzante per il suo uomo. Ma insieme all’amore cresce anche la consapevolezza di una condizione difficile da superare: quella di meretrice, un’etichetta sociale che non riesce mai a cancellare del tutto, alimentata dal giudizio degli altri, dall’invidia e dai pregiudizi.

Accanto a questa identità imposta, emerge anche la condizione più ampia della donna nel Rinascimento: una figura spesso ridotta a ornamento, utile principalmente a garantire discendenza, raramente riconosciuta per intelligenza e autonomia. Eppure Francesca dimostra sensibilità, forza e lucidità, mentre Agostino la ama sinceramente, pur restando prigioniero delle convenzioni del suo tempo, che nemmeno il potere e la ricchezza possono davvero scardinare.

Lo sguardo del romanzo è sorprendentemente moderno: attraverso la scrittura evocativa e poetica di Roberta Savelli, la storia di una figura femminile storicamente marginale viene ricostruita e reinventata con intensità narrativa, fino a darle il volto ideale della Fornarina di Raffaello. Ne nasce un racconto ben costruito, coerente e profondamente immerso nell’atmosfera del Rinascimento, capace di restituire voce e dignità a una donna rimasta ai margini della storia ufficiale.


Nessun commento:

Posta un commento