domenica 12 aprile 2026

“Il tiranno fiorentino” di Alessandro Lo Bartolo

Quando si parla di Alessandro de' Medici, è difficile separare la storia dalla leggenda. La fine della Repubblica di Firenze e l’inizio di oltre due secoli di dominio mediceo passano inevitabilmente dalla sua figura: un protagonista spesso raccontato più attraverso ombre e accuse che attraverso i fatti.

Salito al potere con l’appoggio decisivo di Clemente VII e dell’imperatore Carlo V, Alessandro si trovò a governare una città che aveva a lungo difeso con tenacia la propria libertà repubblicana. Un contesto tutt’altro che semplice, in cui il passaggio da Repubblica a Ducato fu vissuto da molti come una frattura insanabile.

È proprio in questo clima che nasce la cosiddetta “leggenda nera” del tiranno fiorentino. Ma quanto c’è di vero? E quanto, invece, è stato costruito ad arte dagli oppositori politici o amplificato da chi aveva interesse a screditarne la memoria come il suo assassino, il famigerato Lorenzino?

Il saggio di Alessandro Lo Bartolo affronta proprio questo nodo: distinguere la realtà dalla propaganda. Il suo lavoro si muove con rigore tra fonti e documenti d’archivio, evitando derive romanzate e privilegiando un approccio analitico. Ne emerge un ritratto più complesso, meno schematico.

Il governo di Alessandro durò appena cinque anni, ma non fu privo di interventi e riforme. Non tutto, dunque, può essere liquidato come negativo. È vero che negli ultimi tempi il duca fu descritto come dissoluto, ma è altrettanto vero che comportamenti simili erano comuni tra i giovani sovrani dell’epoca. Forse, più che una reale eccezione, la sua condotta fu amplificata da una città ancora ostile al potere accentrato.

Dopo la sua morte, sarà Cosimo I de' Medici a raccoglierne l’eredità. E lo farà senza una rottura netta: anzi, proseguirà e rafforzerà molte delle linee già avviate, fino a trasformare il Ducato nel futuro Granducato di Toscana.

Il libro di Alessandro Lo Bartolo si distingue per solidità e precisione. Non è un testo indulgente verso il lato umano di Alessandro: lascia poco spazio alla dimensione personale e si concentra soprattutto sui fatti, sui documenti, sulle testimonianze storiche. Questo lo rende estremamente affidabile, anche se talvolta la lettura può risultare densa.

Restano particolarmente vivide le pagine dedicate ai rapporti diplomatici, come l’incontro con Carlo V a Napoli, che restituiscono un’immagine più sfaccettata del duca e della politica dell’epoca.

Nel complesso, si tratta di un saggio imprescindibile per chi desideri comprendere davvero la figura di Alessandro de’ Medici: il suo regno fu breve, ma il suo ruolo nella storia di Firenze e del Granducato di Toscana fu decisivo.

Cosa non aspettarsi? Una biografia tradizionale del personaggio: questo lavoro se ne discosta completamente, offrendo un approccio ben diverso.